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19 Maggio 2025

Come quando siamo andati sulla Luna

Come quando siamo andati sulla Luna

Nel luglio del 1969, tre astronauti – Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins – partirono per la Luna a bordo dell’Apollo 11. Era una missione storica, voluta dalla NASA e annunciata anni prima dal Presidente Kennedy, con un obiettivo chiaro: portare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra.

Ma quell’impresa non fu solo il frutto del coraggio di tre persone: c’era una SQUADRA dietro il loro successo. Infatti, tutto fu possibile grazie al lavoro di oltre 400.000 persone: ingegneri, tecnici, matematiche, scienziati, operatrici e operai. Una vera comunità di competenze e responsabilità condivise. Il 20 luglio 1969, più di 600 milioni di persone nel mondo seguirono in diretta l’allunaggio.
Fu una conquista scientifica, certo, ma prima di tutto una prova di collaborazione umana. Nessuno ce l’avrebbe fatta da solo.

Pensiamo alle 4.000 persone della nostra università come a quella squadra che ha portato i tre astronauti sulla Luna. Siamo convinti che - come in ogni grande missione collettiva - il motore più importante siano le relazioni e le persone che sanno attivarle.


Il cuore della nostra Comunità: la Forza delle relazioni in UniTo

Il Capitolo 4 del mio programma, “In relazione: i protagonisti della comunità di UniTo”, parte proprio da qui: dalla convinzione che la vera forza del nostro Ateneo siano le persone e i legami che esse costruiscono ogni giorno.

Negli ultimi anni, però, questa comunità si è un po’ frammentata. Ci sono state difficoltà burocratiche, carichi di lavoro non equilibrati, difficoltà nelle progressioni di carriera, distanze tra ruoli e tra la Sede e i Poli. In tanti, e in tutte le categorie – hanno sentito venir meno il senso di appartenenza e il riconoscimento del proprio lavoro.

È da queste fragilità che vogliamo ripartire. Per questo propongo una visione chiara e concreta:

  • favorire il dialogo e la collaborazione tra tutte le componenti;
  • ricostruire fiducia e flessibilità, con regole più semplici e giuste;
  • valorizzare davvero il lavoro e i percorsi di crescita di ognuno;
  • rilanciare la partecipazione democratica e la rappresentanza;
  • dare risposte reali e strutturate al problema del precariato;
  • estendere diritti e servizi alla comunità studentesca e dottorale, ovunque si trovi.

 

Comunicare per costruire fiducia

Ogni relazione solida si basa sulla fiducia. E la fiducia nasce da una comunicazione chiara, onesta e continua.
In una grande università, comunicare bene non significa solo informare: significa mettere insieme ascolto, comprensione e riconoscimento reciproco.
Significa far sì che ogni persona sappia cosa sta accadendo, possa contribuire e sentirsi parte.

Troppo spesso, invece, le informazioni arrivano tardi, o non arrivano affatto. Le decisioni sembrano calate dall’alto, la probabilità di essere coinvolti nei processi e poter esprimere un parere si stanno affievolendo. Le distanze aumentano.
È su questo che vogliamo lavorare: una comunità che comunica e si confronta è una comunità che si fida.
E solo una comunità che si fida può affrontare insieme anche le sfide più complesse.

 

Cinque impegni concreti per una UniTo più coesa
  • Semplificare le regole e ricostruire fiducia, partendo dal personale tecnico-amministrativo e dalle condizioni di lavoro quotidiane.
  • Valorizzare persone e competenze, con percorsi chiari di crescita per docenti e TA,e tecnologi della ricerca e riconoscimenti equi, tempi certi.
  • Affrontare con urgenza il precariato, con misure di continuità e un’azione forte a livello nazionale per chiedere risorse e riforme strutturali.
  • Rafforzare la partecipazione, dando più voce a Comunità studentesche e dottorale, precari e personale in tutti gli organi decisionali, e avviando conferenze periodiche di Ateneo.
  • Migliorare la qualità della vita universitaria, con trasporti accessibili, posti letto, supporto psicologico, spazi per studiare e socializzare, in ogni sede.

Il valore di una comunità dipende anche dalla qualità dei legami che la tengono unita.
Per questo ripetiamo spesso: il punto non è solo chi siamo, ma con chi siamo!
Una comunità non è un elenco di ruoli, ma un progetto comune.


E per arrivare lontano, come quando siamo andati sulla Luna, nessuno ce la fa da solo, ma insieme.


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