La Ricerca in UniTo. Le leve strategiche per il futuro
La ricerca è da sempre uno dei pilastri più solidi e strategici dell’Università di Torino. Nel tempo, l’Ateneo ha investito con convinzione per ampliare le opportunità a disposizione del personale e rafforzare la propria presenza nei circuiti scientifici nazionali e internazionali.
Grazie all’impegno costante di docenti, ricercatrici, ricercatori e del personale tecnico-amministrativo, UniTo partecipa a progetti di grande rilevanza che contribuiscono a consolidarne il ruolo sulla scena della ricerca europea e globale. Un ruolo che si rafforza anche attraverso le Infrastrutture di Ricerca, considerate asset strategici per lo sviluppo scientifico, la competitività progettuale e il dialogo con il territorio.
La politica di Ateneo promuove queste infrastrutture come piattaforme condivise, accessibili alla comunità accademica e aperte alla collaborazione con soggetti esterni. In quest’ottica, vengono sostenuti l’interdisciplinarità e un utilizzo più efficiente delle risorse.
Da anni, UniTo è inoltre attivamente impegnato nella promozione della open science, a partire dalla diffusione delle pubblicazioni ad accesso aperto. Ciò è reso possibile anche grazie al lavoro di un’unità di progetto dedicata e alla collaborazione del personale bibliotecario, che contribuisce alla diffusione di pratiche sempre più aperte e responsabili nella gestione della conoscenza.
L’attività di ricerca è altresì favorita dal processo di integrazione in atto tra banche dati che mira a renderle più efficienti e di supporto. Tra queste, IRIS-AperTO è da anni il repository istituzionale: uno strumento centrale per mappare e monitorare la produzione scientifica. Dal suo canto, il progetto SMART – Management della Ricerca e Terza Missione – ha portato alla creazione di un sistema di management della ricerca integrato con le altre piattaforme dell’ateneo. Anche SUpeR (Spazio Unito per la Ricerca) offre dati e informazioni aggiornati tratti dalle principali banche dati già in uso, evitando il doppio data entry da parte dei docenti e del personale tecnico-amministrativo.
Ma oggi, più che mai, serve uno scatto in avanti. Non bastano più la quantità di pubblicazioni o il numero di progetti attivati. Serve una visione chiara, un sistema che valorizzi davvero la qualità e la pluralità della ricerca e che accompagni e supporti i talenti, le idee e le infrastrutture in un contesto globale in continua evoluzione.
Il quadro è complesso: il post-PNRR ha aperto una fase di contrazione delle risorse, con un peso crescente dei bandi competitivi. La soppressione degli assegni di ricerca ha reso più fragile il percorso post-dottorale. E la grande eterogeneità fra dipartimenti, infrastrutture e livelli di internazionalizzazione richiede una governance solida, capace di armonizzare e rilanciare.
Ripensare la valutazione per valorizzare tutte le competenze
Negli ultimi anni, la valutazione della ricerca in Italia si è fondata principalmente su strumenti promossi da ANVUR, come la Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) e i ranking delle riviste scientifiche. Questi strumenti hanno avuto il merito di dare struttura e comparabilità al sistema, ma hanno anche evidenziato limiti significativi: la standardizzazione eccessiva, la scarsa considerazione delle specificità disciplinari e la difficoltà a riconoscere pienamente il valore della collaborazione interdisciplinare, della produzione in open access, del trasferimento tecnologico, delle attività di terza missione.
In questo scenario è emersa con forza l’esigenza di un miglioramento progressivo delle pratiche di valutazione, con un maggiore equilibrio tra indicatori quantitativi e valutazioni qualitative, e una maggiore attenzione alle diverse tipologie di risultati scientifici. È necessario favorire un dialogo aperto sui tavoli nazionali e nei contesti istituzionali, per contribuire a modelli di valutazione più equi, sostenibili e rispettosi della complessità della ricerca universitaria. Anche all’interno di UniTo sarà fondamentale costruire strumenti che siano utili alla programmazione e alla crescita, e non solo alla rendicontazione.
Cosa farò?
Ti presento alcune azioni concrete e dettagliate, ma puoi consultare la sezione specifica del programma per una visione d’insieme:
- pianificare e investire in un Piano quinquennale della ricerca con obiettivi e indicatori differenziati;
- garantire un maggior equilibrio nella distribuzione delle risorse e introdurre nuove pratiche di valutazione e riconoscere le specificità;
- potenziare i servizi a supporto dei dipartimenti e dei singoli ricercatori in ogni funzione di progettazione, attuazione e monitoraggio, anche con lo sviluppo delle figure di specialisti nella gestione di progetti complessi;
- ampliare le iniziative di formazione alla progettazione e alla responsabilità scientifica (Brain UniTo, Open Science e gestione FAIR dei dati);
- lavorare allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi per la ricerca e presidiare un fondo strategico per la ricerca destinato ai giovani.
La sfida non è fare più ricerca. È farla meglio. E far conoscere, anche all’esterno, il nostro saper fare.
Approfondisci la Missione Ricerca nella sezione del programma